Vuoi salvare il pianeta? Piscia nella doccia

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Ammettiamolo: chi più, chi meno, tutti abbiamo fatto pipì sotto la doccia. Non dobbiamo vergognarcene, anzi: abbiamo contribuito a salvare il pianeta Terra. E poi lo fa il 61% degli americani (fonte).

Secondo recenti studi dell’Environmental Protection Agency ogni volta che tiriamo lo sciacquone del water consumiamo 1,6 galloni d’acqua (al “cambio attuale” circa sei litri), e così se ne va il 27% di consumo d’acqua d’America. Considerando che un uomo adulto medio urina dalle 6 alle 8 volte al giorno, il calcolo è presto fatto. È per questo che, visto che ogni volta che si fa una doccia di cinque minuti si consumano già tra i 75 e gli 80 litri d’acqua, è bene pisciare sotto la doccia per ottimizzare gli sprechi. Per non parlare della carta igienica…

Come dite? Che schifo? In realtà l’urina è un liquido atossico e sterile.

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Secondo altri studi scientifici si è compreso che esistono due tipi di persone al mondo: quelli che fanno pipì nella doccia e i bugiardi.

Come costringere un uomo a farla dentro al vaso

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È facile influenzare il comportamento umano, bastano delle spintarelle: parola di Sunstein eThaler, autori del libro “La spinta gentile”. Spesso piccoli particolari possono indirizzare scelte e attenzione degli utenti.

Un esempio? Nei bagni degli uomini dell’aeroporto di Schiphol (Amsterdam) sono state incise le immagini di mosche nere in ciascuno degli orinatoi. Gli uomini, facendo pipì, di solito non prestano molta attenzione alla mira. Ma se vedono un obiettivo – la mosca appunto – l’attenzione aumenta e non pisciano fuori dal vaso. A detta di Kieboom, economista e ideatore di questo stratagemma, le mosche incise negli orinatoi riducono le fuoriuscite di urina dell’80%.

Il vecchio sistema di avvertire con delle scritte quindi non funziona più. Tipo quella che campeggiava nel bagno di un bar di Ivrea: “Ricordati che quello che hai in mano non è un idrante e per terra non c’è nessun incendio”.