
Scaccolarsi è un gesto socialmente riprovevole ma, al tempo stesso, irresistibile e diffusissimo. Uno studio sulla “rinotillexomania” (così si chiama la pratica di mettersi le dita nel naso) non troppo recente – risale a 20 anni fa – fu realizzato grazie a un questionario somministrato a 1.000 volontari. I risultati: il 91 per cento ammise di mettersi talvolta le dita nel naso, di questi solo l’1,2 per cento ammise di farlo almeno ogni ora. Due confessarono di aver esagerato e di essersi sfondati lo strato che suddivide le due narici.
Un altro studio indiano, questa volta rivolto solo ad adolescenti, rivelò che non solo i giovani si scaccolano di più (in media quattro volte al giorno), ma anche che il 7,6% ammise di mettersi le dita nel naso più di 20 volte al giorno. Altre conclusioni: non c’è differenza di censo, ma di genere (le donne lo fanno meno).
Quali sono i motivi? Dai questionari emerse che la maggior parte degli adolescenti dissero che provavano sollievo per via del prurito e che ripulivano il muco secco. Per il 12% era solo una pratica piacevole, anti-stress. Altri ammisero di usare attrezzi, più o meno adatti, come pinzette e matite. 9 su 200 ammisero di mangiare il prodotto dell’operazione. Uno dei pochi casi in cui produttore e consumatore coincidono.