
Anche se pochi leggono (nel 2014 il 58,6% degli italiani non ha nemmeno sfiorato un libro), i libri danno la felicità. Questa l’evidenza di un recente studio chiamato opportunamente “La felicità di leggere“, commissionato da GeMS (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) in occasione del decimo compleanno e realizzato da Cesmer (Centro di studi su mercati e relazioni industriali dell’Università di Roma Tre).
Per farla breve, la ricerca, anche usando tre scale differenti (scala di Veenhoven, scala di Cantril e scala di Diener e Biswas-Diener), ha dato sempre lo stesso esito: chi legge è più felice, prova una gamma più ampia di sensazioni positive e minore di sensazioni negative e riesce a contenere la rabbia con più efficacia.
La ricerca ha individuato anche un graduatoria delle attività più importanti del tempo libero:
- esercizio fisico e sport
- ascolto della musica
- attività culturali (mostre, teatro, concerti…)
- lettura
- informazione attraverso giornali o siti news
- videogame
- andare al cinema
- navigare in rete
- stare sui social media
- guardare la televisione

Mi piace l’idea di chiudere con un frase del compianto Umberto Eco: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro”.