Cibo in terra: la regola dei tre secondi

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Quante volte ci è capitato di raccogliere del cibo appena caduto e chiederci se si potesse mangiare o non restasse che imprecare e buttare? A quanto pare molti si affidavano alla regola (non scritta?) dei tre secondi: se il cibo veniva raccolto in quel lasso di tempo, era ancora commestibile. Roba al limite della superstizione.

Qualcuno al Manchester Metropolitan University, come riporta un articolo del Daily Mail, si è preso la briga di far cadere del cibo per tre, cinque e dieci secondi. E di analizzarlo. Il risultato è che quello lasciato in terra per meno di tre secondi non presentava problemi di batteri, soprattutto se salato o contenente zuccheri.  

Tutto bene, quindi? Decisamente no: Paul Dawson ribattezzò la regola degli “zero secondi”: dimostrò che il batterio della salmonella riesce a trasferirsi sul cibo in meno di un secondo.

L’unica regola generale è che il cibo dovrebbe finire nel gargarozzo. Non per terra.

Gianluigi Bonanomi

Classe 1975, giornalista professionista, saggista, docente e consulente aziendale.

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