Gli atei sono più intelligenti dei credenti

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Un recente studio statunitense sostiene che esiste una relazione inversamente proporzionale tra religiosità e intelligenza: in parole povere, più sei intelligente e meno credi.

Gli psicologi hanno analizzati diversi studi storici, dal 1921 in poi. Risultati alla mano, hanno azzardato tre ipotesi.

Prima, le persone più intelligenti tendono ad essere anti-conformiste e, quindi, hanno più probabilità di “resistere al dogma religioso”; in particolare le persone intelligenti hanno una maggiore possibilità di diventare atee se crescono in comunità fortemente religiose.

Seconda, le persone intelligenti tendono a utilizzare uno stile di pensiero analitico, non amano ragionamenti non logici.

Terza, le funzioni ottemperate dalla religiosità (senso di controllo, auto-regolazione, auto-arricchimento ed il fatto di avere un’entità alla quale “connettersi emozionalmente” in caso di necessità) possono essere ottenute anche tramite l’intelligenza.

“Grazie a Dio sono ateo”, diceva Woody Allen.

Gianluigi Bonanomi

Classe 1975, giornalista professionista, saggista, docente e consulente aziendale.

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