Il calcio non è casuale

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Un tiro che colpisce l’incrocio dei pali, un rimpallo, l’infortunio per una storta, un crampo: molti sostengono che il calcio sia in gran parte casualità. Non è quello che emerge da un recente studio condotto dalla University of Yamanashi, in Giappone.

La ricerca, che ha analizzato grazie a telecamere i movimenti di palla e giocatori durante due match (una partita dei quarti di finale della Coppa del mondo per club 2008 e una partita del campionato di calcio giapponese del 2011), ha evidenziato che esiste una regola semplice che governa le dinamiche della palla e dello schieramenti dei calciatori. I movimenti rivelano una natura frattale e hanno una forte influenza sulle azioni successive. Gli scienziati hanno anche scoperto che il tempo di possesso palla di una squadra dura al massimo 30 secondi.

Sarebbe quindi smentito Osvaldo Soriano: “Il calcio ha le sue ragioni misteriose che la ragione non conosce”.

Gianluigi Bonanomi

Classe 1975, giornalista professionista, saggista, docente e consulente aziendale.

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