L’unghia sulla lavagna è il rumore più fastidioso?

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La risposta a questa domanda si trova in un libro di Joe Palca e Flora Lichtman: “Fastidio – Cosa ci irrita e perché”. Gli autori spiegano che il fastidio potrebbe avere una base biologica: nel caso specifico lo stridio dell’unghia (o del gesso sulla lavagna) rievocherebbe il grido di allarme di alcuni primati. In generale a darci fastidio, sostengono Palca e Lichtman, sarebbe soprattutto quello che manda all’aria i nostri piani, che genera disordine 
e ci impedisce di concentrarci. Infatti alcuni atleti usano questi trucchetti per disorientare gli avversari.

Un altro studio scientifico, stavolta condotto dai musicologi Michael Oehler, dell’Università Macromedia per la Comunicazione e i Media di Colonia, in Germania, e Christoph Reuter dell’Università di Vienna, ha esaminato altri suoni che generano una reazione simile (per esempio gli scricchiolii del polistirolo o una superficie raschiata da una forchetta). A seguito di un esperimento, dove ad alcuni volontari è stato chiesto di fare una classifica dei suoni più fastidiosi in circolazione (monitorando anche i loro parametri fisici), si è scoperto che i suoni fastidiosi provocano una reazione fisica misurabile, con la conduttività della pelle che cambia in modo significativo. Le frequenze coinvolte nei suoni sgradevoli si trovano all’interno della gamma dei suoni prodotti dalla voce umana, tra 2.000 e 4.000 Hz. La componente psicologica è determinante: se gli ascoltatori sapevano che il suono derivava da un’unghia sulla lavagna, lo giudicavano più sgradevole; se pensavano facesse parte di una composizione musicale contemporanea, meno. Anche se, in entrambi i casi, si è manifestata la risposta di disagio fisico.

L’unghia sulla lavagna è il rumore più sgradevole in circolazione? Pare proprio di no. In una classifica stilata da Trevor Cox, il cosiddetto “raschio delle unghie sulla lavagna” si è classificato solo al sedicesimo posto. Il rumore più sgradevole è risultato quello del vomito, seguito dall’effetto Larsen e dal pianto di un bimbo. In qualità di doppio padre, confermo.

Gianluigi Bonanomi

Classe 1975, giornalista professionista, saggista, docente e consulente aziendale.

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