Bisogna dormire al freddo

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Recenti studi scientifici rivelano che la notte bisogna dormire al freddo. Non all’addiaccio in inverno, bensì in una stanza con temperatura tra i 15 e i 19 gradi. Questo non solo per addormentarsi meglio (si raggiunge prima la temperatura ideale per il sonno) ma anche per rimanere in forma: in tal modo infatti si riducono i problemi legati al metabolismo, per esempio il diabete o altre malattie metaboliche.

Il freddo favorisce la produzione di grasso marrone (quello buono) e permette di bruciare più calorie durante il giorno. Effetto collaterale? Sembrerete più giovani: una stanza troppo calda durante la notte impedisce al corpo di raffreddarsi naturalmente, attraverso il sonno e la melatonina (noto normone anti-età).

Stanza fredda oppure dormire nudi: così si produce meno cortisone, ormone associato allo stress e all’aumento di peso.

Nudi, dicono gli scienziati, magari con qualcuno altrettanto nudo (il contatto delle pelli produce l’ormone ossitocina): le coppie che dormono senza vestiti pare siano le più felici.

Nessuno scampo per i freddolosi, nemmeno per quello che su Twitter una volta scrisse: “Fa così freddo che se vedo una donna nuda la rivesto”.

La pennichella (anche di un’oretta) è salutare

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È ufficiale: dormire fa bene. Detto così, non c’è da stupirsi: la notizia è che un recente studio del Allegheny College in Pennsylvania ha evidenziato che anche dormire di giorno è salutare. Gli scienziati hanno dato la loro benedizione su pennichelle o sieste perché ne beneficerebbe il cuore. Quanto dormire? Dai 45 minuti all’ora, per diminuire la pressione. Tra l’altro, grazie a un altro studio austriaco realizzato basandosi sullo studio dei ghiri (e chi altri?) si scopre che la pennichella manterrebbe giovani.

Diversi uomini famosi si concedevano un sonnellino pomeridiano: da Churchill (che parlava di “power nap”) a Napoleone, da Einstein a Homer Simpson.