Se online concludi una frase con un punto, sei finto.

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Molti pensano che la tecnologia stia penalizzando la scrittura. Quella manuale, forse, non certo la scrittura in generale: non facciamo altro che scrivere messaggi, SMS, WhatsApp, chat, post, status, blog e così via. La forma, forse, non sempre è la migliore (pensate alle “k” al posto di “ch”, per dirne una). E anche la punteggiatura assume tutto un altro significato.

Secondo un recente studio scientifico, finire una frase con un punto assume significati completamente nuovi. L’indagine, condotta da Celia Klin della Binghamton University, rivela che il punto finale fa sembrare la frase forzata, non sincera. Questo perché, soprattutto per messaggini e chat, la funzione del punto è assunta dall’INVIO.

Ben Crair, in un articolo su The New Republic, conferma e rincara la dose: mettere un punto alla fine di una frase in chat, su Skype o in una conversazione via SMS è a volte un simbolo di aggressività, sicuramente un sintomo di freddezza e distacco

(Nota per i lettori: questo post si conclude volutamente senza punto)

I grammar-nazi sono insopportabili

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I grammar-nazi, gli ossessionati dalla grammatica che circolano con ideali penne rosse (soprattutto sui social) sono, a detta del sociologo Julie E. Boland e del linguista Robin Queen, meno gentili con il prossimo.

Il recente studio, pubblicato su Plos One, si è basato su un semplice esperimento: ad alcuni volontari sono state inviate delle e-mail, alcune con errori grammaticali, altre con errori di battitura e altre ancora senza errori. Dopo aver studiato le loro reazioni, si è giunti a questa conclusione: le persone meno gentili sono meno tolleranti riguardo alla deviazione dalla convenzione. Le persone più estroverse sono state in grado di trascurare gli errori scritti, quelle più introverse, invece, hanno giudicato negativamente le e-mail con errori.

Michel de Montaigne diceva: “La maggior parte dei problemi del mondo sono dovuti a questioni di grammatica”. Anche sui social vale la stessa regola.