Che cosa succede al naso quando dici una bugia?

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No, non si allunga il naso, ma il naso c’entra.

Un recente studio dell’Università di Granada ha confermato il “Pinocchio Effect”. In pratica ha stabilito che, quando mentiamo, i livelli di stress aumentano a tal punto che c’è un maggior afflusso di sangue nel cervello. Per questo la punta del naso diventa più calda, anche se solitamente è fredda (una delle parti più fredde del corpo). Questo è solo uno dei metodi per capire se qualcuno mente: gli altri sono più o meno risaputi; chi mente suda di più e ha un tono stridulo, ti fissa più intensamente o fissa il nulla, digrigna i denti, tende a nascondere la bocca o sorride in modo insolito. Ma non è finita: dal punto di vista verbale fornisce dettagli irrilevanti, ripete la domanda prima di rispondere, usa molte frasi fatte. E ancora: dispone i piedi verso l’uscita.

È anche vero che, per dirla con Pavese, l’arte di vivere è l’arte di saper credere alle menzogne”.

Vuoi salvare il pianeta? Piscia nella doccia

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Ammettiamolo: chi più, chi meno, tutti abbiamo fatto pipì sotto la doccia. Non dobbiamo vergognarcene, anzi: abbiamo contribuito a salvare il pianeta Terra. E poi lo fa il 61% degli americani (fonte).

Secondo recenti studi dell’Environmental Protection Agency ogni volta che tiriamo lo sciacquone del water consumiamo 1,6 galloni d’acqua (al “cambio attuale” circa sei litri), e così se ne va il 27% di consumo d’acqua d’America. Considerando che un uomo adulto medio urina dalle 6 alle 8 volte al giorno, il calcolo è presto fatto. È per questo che, visto che ogni volta che si fa una doccia di cinque minuti si consumano già tra i 75 e gli 80 litri d’acqua, è bene pisciare sotto la doccia per ottimizzare gli sprechi. Per non parlare della carta igienica…

Come dite? Che schifo? In realtà l’urina è un liquido atossico e sterile.

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Secondo altri studi scientifici si è compreso che esistono due tipi di persone al mondo: quelli che fanno pipì nella doccia e i bugiardi.

Un bicchiere di vino ti rende più attraente

Woman with a very large glass of red wine

Un po’ di vino rende più attraenti. No, non sto dicendo che deve bere chi guarda, ma chi è guardato: un recente studio pubblicato sulla rivista Alcohol and Alcoholism e condotto dall’università di Bristol ha confermato che con un po’ di alcool in corpo si è più belli.

I ricercatori hanno fotografato 24 studenti tre volte: la prima volta sobri, la seconda dopo aver bevuto un bicchiere di vino e la terza dopo un paio di cicchetti. A un altro gruppo di persone sono state mostrate tutte le foto: quella dopo un bicchiere è risultata sempre la più gettonata. Non vale lo stesso per il doppio drink.

Perché accade? Il ricercatore Marcus Munafò, professore di psicobiologia a Bristol, ha la risposta: i lineamenti si rilassino con un po’ di alcol. Le pupille si dilatano: cosa che rende più attraenti. Il sorriso è più largo e lo sguardo più gentile. Inoltre le guance sono più rosa (indice di buona salute).

Il comico Coluche disse: “Gesù trasformava l’acqua in vino. Non mi stupisce che dodici discepoli lo seguissero dappertutto”.

Perché gli uomini praticano sesso orale alle donne?

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Perché gli uomini praticano il cunnilingus? La risposta viene da un recente studio psicologico pubblicato su Journal Evolutionary Psychology. Condotta su 243 maschi adulti da alcuni psicologi della Oakland University (Rochester), la ricerca ha rivelato che gli uomini praticano sesso orale alle partner per scongiurare il tradimento: si parla, tecnicamente, di “mate-retention strategy” (strategia di conservazione del partner). Sarebbe quindi un dono per permettere alle donne di raggiungere il piacere, essere appagate.

In tal modo si smentisce quanto si pensava finora: il sesso orale era considerato, in ottica evoluzionistica, una strategia inconsapevole: dato che le contrazioni della vagina avvicinano il seme alla cervice uterina, aiutando lo spermatozoo nel suo percorso verso le tube, l’orgasmo femminile prima dell’accoppiamento avrebbe favorito il concepimento.

Secondo un recente sondaggio, il 3% degl italiani apprezza la fellatio, il 2% delle donne il cunnilingus, mentre il 95% non sa il latino.

Il colore più brutto del mondo

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Nessun colore può essere scelto a caso. La Coca Cola è rossa perché il rosso è sì il colore del pericolo e del sangue, ma anche dell’eccitazione. Il blu è il colore della fiducia (Facebook e gli altri social devono essere blu…), il verde della tranquillità (natura), l’arancione dell’amicizia (Fanta) e così via. La psicologia dei colori è una scienza ormai matura, e recenti studi scientifici sono arrivati anche a stabilire qual è il peggior colore del mondo e perché.

Un team di ricercatori australiano doveva trovare il colore che messo sui pacchetti di sigarette ne disincentivasse l’acquisto e ha stabilito, dopo uno studio che coinvolto oltre 1.000 persone, che il peggior colore del mondo è il Pantone 448 C (couchè opaco). I volontari hanno associato questo colore marroncino ai concetti di “sporco” e “morte”.

Non chiedetemi perché ma a me quel colore ricorda Equitalia.

Se lui è alto, il matrimonio dura di più

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Se i detti popolari non sanno decidersi sul destino degli uomini alti (altezza mezza bellezza o alto, spilungone e fesso?), recenti studi scientifici hanno stabilito che l’altezza dell’uomo può essere un fattore determinante nella riuscita di un matrimonio.

Gli scienziati della Konkuk University (Corea del Sud) hanno svolto un sondaggio su 8mila coppie, ed è emerso che le mogli più felici erano quelle con i compagni più alti. Il ricercatore Kitae Sohn ha spiegato: “Le donne preferiscono gli uomini alti per una ragione evolutiva, perché si sentono più protette. Ma la passione per l’altezza scema con il passare degli anni di matrimonio”. In pratica l’effetto benefico dell’altezza è molto importante all’inizio, ma perde progressivamente valore fino ad arrivare a non contare più niente, dopo il 18esimo anno di matrimonio.

Aristotele diceva che “Per la bellezza è indispensabile un’alta statura; le persone piccole possono avere grazia ed eleganza, ma non bellezza”; dall’“alto”, si fa per dire, del mio metro e settanta, ringrazio Aristotele (ma la prendo con filosofia).

Perché ci piace sniffare i libri?

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I bibliofili che fanno del libro un feticcio o i luddisti che disdegnano gli eBook affermano di amare l’odore dei libri. Da cosa deriva questo caratteristico aroma? Bisogna distinguere i libri nuovi dai vecchi.

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Nei libri nuovi l’odore è ovviamente attribuito alla carta, agli inchiostri e agli elementi utilizzati nel processo di rilegatura. Per quelli vecchi, invece, il discorso cambia e le cose si fanno più complicate. Recenti studi chimici hanno rilevato che nella carta si riscontrano maggiori quantità di cellulosa e lignina rispetto a quella dei libri nuovi. Tecnicamente il processo di idrolisi chimica conferisce alle pagine un odore che dovrebbe somigliare a erba e vaniglia. Questo perché le due sostanze principali, col passare degli anni, si degradano, facendo ingiallire la carta e rilasciando composti organici. Dozzine di differenti agenti, rilasciati dalla carta e dalla colla nel tempo sono i responsabili del caratteristico odore dei vecchi libri. C’è anche chi sostiene che, come nei vini, nei libri di una certa età circolano profumi di vanillina, mandorle, effluvi dolci e altri vagamente floreali.

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Infine segnalo che l’azienda moldava DuroSport Electronics Corporation ha reallizzato lo Smell of Books, uno spray che sa di libro da applicare al lettore di eBook. Lo spray è disponibile in diverse fragranze. La domanda è: che odore applicare a un libro di merda?

Facebook: troppi “Mi piace”? Aumentano chili e debiti

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Troppi “Mi piace” su Facebook possono danneggiare l’autostima degli utenti. Non per difetto, chiaramente, ma per eccesso.

Un recente studio scientifico americano ha confermato che un aumento incondizionato dell’autostima può portare a un deficit di autocontrollo, vedendo aumentare di pari passo anche chili e debiti. La ricerca, messa a punto dall’Università di Pittsburgh e dalla Columbia Business School, è stata pubblicata sul Journal of Consumer Research. E su Facebook, prendendo molti like.

I ricercatori si sono concentrati su un migliaio di utenti di Facebook, studiandone abitudini e livello di autostima. Hanno scoperto che un maggiore utilizzo del social è associato a un più alto indice di massa corporea (o alle ossa grosse…), un aumento del “binge eating” (le scorpacciate compulsive) e a un uso disinvolto della carta di credito.

Lia Celi scrisse: “Narciso ha una pagina Facebook. C’è solo il tasto «mi piaccio»”.

Gli uomini sono più idioti delle donne

La reazione ai risultati della ricerca che sto per raccontare sarà di indifferenza da parte degli uomini e di compiacimento da parte delle donne. Perché gli uomini sono più stupidi delle donne, appunto.

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L’ennesima condanna dell’uomo, inteso come maschio, viene da un recente studio condotto da tale Lendrem della scuola The King Edward VI in collaborazione con ricercatori della Newcastle University. Una ricerca seria, pubblicata sul British Medical Journal. L’oggetto della ricerca era, in particolare, la propensione a assumersi dei rischi idioti. È stato facile: è bastato passare in rassegna i dati sui vincitori dei Darwin Awards (i premi alle morti più stupide) per capire che gli uomini hanno probabilità nettamente più alta di vincere (dal 1995 al 2014 hanno vinto 282 maschi e solo 28 femmine). Questo non fa altro che confermare la M.I.T., la Male Idiot Theory: i maschi sono più spesso ricoverati in ospedale a seguito di incidenti stupidi.

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Nota personale: il fatto che io investa buona parte del mio poco tempo libero per aggiornare questo sito, il profilo Twitter e la relativa pagina Facebook confermerebbe la teoria.

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L’unghia sulla lavagna è il rumore più fastidioso?

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La risposta a questa domanda si trova in un libro di Joe Palca e Flora Lichtman: “Fastidio – Cosa ci irrita e perché”. Gli autori spiegano che il fastidio potrebbe avere una base biologica: nel caso specifico lo stridio dell’unghia (o del gesso sulla lavagna) rievocherebbe il grido di allarme di alcuni primati. In generale a darci fastidio, sostengono Palca e Lichtman, sarebbe soprattutto quello che manda all’aria i nostri piani, che genera disordine 
e ci impedisce di concentrarci. Infatti alcuni atleti usano questi trucchetti per disorientare gli avversari.

Un altro studio scientifico, stavolta condotto dai musicologi Michael Oehler, dell’Università Macromedia per la Comunicazione e i Media di Colonia, in Germania, e Christoph Reuter dell’Università di Vienna, ha esaminato altri suoni che generano una reazione simile (per esempio gli scricchiolii del polistirolo o una superficie raschiata da una forchetta). A seguito di un esperimento, dove ad alcuni volontari è stato chiesto di fare una classifica dei suoni più fastidiosi in circolazione (monitorando anche i loro parametri fisici), si è scoperto che i suoni fastidiosi provocano una reazione fisica misurabile, con la conduttività della pelle che cambia in modo significativo. Le frequenze coinvolte nei suoni sgradevoli si trovano all’interno della gamma dei suoni prodotti dalla voce umana, tra 2.000 e 4.000 Hz. La componente psicologica è determinante: se gli ascoltatori sapevano che il suono derivava da un’unghia sulla lavagna, lo giudicavano più sgradevole; se pensavano facesse parte di una composizione musicale contemporanea, meno. Anche se, in entrambi i casi, si è manifestata la risposta di disagio fisico.

L’unghia sulla lavagna è il rumore più sgradevole in circolazione? Pare proprio di no. In una classifica stilata da Trevor Cox, il cosiddetto “raschio delle unghie sulla lavagna” si è classificato solo al sedicesimo posto. Il rumore più sgradevole è risultato quello del vomito, seguito dall’effetto Larsen e dal pianto di un bimbo. In qualità di doppio padre, confermo.